Il rifugio di Ilia.

31/05/2005

   

 Si può soffrire di solitudine, anche tra la gente, e desiderare di essere soli? In certe giornate anche l’ombra che si proietta accanto a me, o dietro di me, a seconda della direzione della luce che m’investe, si rende invisibile, e la mia solitudine è totale, e un’angoscia mi prende, e vorrei piangere, ma le lacrime, dispettose, si rifiutano di rendersi visibili. E silenziosi singulti mi squassano dentro, e una fitta nebbia m’avvolge, impedendomi ogni vista. E angoscia, e uggia, e ancora nebbia, e nulla,  e poi…fantasmi che avanzano indistinti, figure lontane, eppur vicine, assenze che riempiono il mio vuoto e diventano presenze, e vive, par che emergano dalla nebbia e allungano braccia per trascinarmi nella loro indistinta, nebulosa esistenza. Anch’essi scompaiono. Sono sola, ora, di nuovo, e ancora e ancora. Anche la nebbia s’è dissolta. Solo, una rada foschia, vuota, dove forse potrò ritrovare il mio “ubi consistam”, smarrito…e i miei compagni di viaggio.   

 

 

 

 

 

 

postato da ilianetto2 10:15 | commenti (11)

26/05/2005

Sonante e tacito  

crepitio di pioggia,  

furioso e stanco  

ondeggiar di rami,   

violento e docile   

sbatter di marosi…     

Fluttuando…  

 

 

 

postato da ilianetto2 19:50 | commenti (11)

14/05/2005

                             

                                                     

          A leggiai, leggera,  nell’ora della gioia

          M asticai crudi silenzi, nell’ora del dolore; 

          O ltrepassai con te la vita e i suoi confini;  

          R ivedo la dolcezza del tuo sguardo nell’assenza,

          E co melodiosa della tua presenza!

postato da ilianetto2 01:37 | commenti (16)

11/05/2005

 

 Com’è dolce questa notte! Notte di primavera inoltrata!

Nell’aria tiepida si diffonde una fragranza di profumi che salgono fino a me dai giardini sottostanti,.tripudio di fiori variopinti.

Un’indefinibile sensazione di malessere, un’inquietudine diffusa si sovrappongono e si confondono con la pace che sento d’intorno. Guardo in alto: un cielo notturno non limpido. Una stella brilla sfacciata lassù, non soffocata da nubi lattescenti, non uniformi. Osservo la stella, la fisso, la interrogo sui tanti perché che mi urgono e mi tormentano. Le chiedo, muta, il senso della vita-non vita, che non conosco né riconosco in nulla. Che mi faccia un segno, mi risponda, almeno lei, che, al cospetto di noi mortali, esseri limitati e nel contempo arroganti e saccenti, tutto dovrebbe conoscere dell’universo, dell’uomo, del suo percorso mortale. La stella par che mi guardi con un’espressione tra l’indifferente e l’indulgente. Poi…scompare, sdegnata, sdegnosa.Spingo lo sguardo giù, nella strada. Nessuno! Una leggera brezza mi fa scorrere un brivido per il corpo. Non è l’aria più fresca, che mi dà quella molesta sensazione di freddo improvviso, bensì “quell’inquietudine” che ha subito una mutazione: è diventata angoscia. Ora non percepisco più pace, serenità d’intorno; gli effluvi sono come evaporati; il cielo è diventato completamente nero; e, di tanto in tanto s’ode il lamento di un non identificato uccello notturno, che potenzia la mia inquietudine, ora non più vaga, indefinita, bensì consapevole, dopo “l’incontro” con l’infinito.

                                                                                                                              

 

postato da ilianetto2 01:32 | commenti (11)

02/05/2005

prova

postato da ilianetto2 12:46 | commenti (5)