26/10/2005
Notte!
Tenebre invadono la terra,
invitano all’oblio.
Notte!
Dorme la vita,
cessa il dolore.
Notte!
Io t’amo e ti odio,
m’annullo…
Il fischio d’un treno
Lontano
Lacera il buio...
Tiranno,
torna il dolore,
appena sopito!
!
18/10/2005

Post di…risposta
Certo che ho voglia di parole, mia notteblu, non di vuote parole, le mie, di altri…
Le parole…quante ne diciamo, quante ne sentiamo! E non sappiamo usarle!
Parole urlate nel vento che lontano ulula, e la cui eco non si perde nello spazio, rimbomba dentro, lacerando i pochi brandelli rimasti; parole sussurrate in un silenzio complice.
Monosillabi o polisillabi, non sono macchie nere che imbrattano pagine bianche, non sono delle semplici emissioni di voce, sono armi pericolosissime, che uccidono, sono ossigeno vitale che, anche se per brevi istanti, vivifica
Immenso è il potere delle parole, dei gesti che le accompagnano. Che siano tante o poche non importa, la loro magia o il maleficio non cambia.
Le parole come pietre, le parole come segni vuoti, o vane blandizie, le parole come afflato, le parole come dolce poesia, nettare per il cuore, le parole come espressione di sentimenti genuini, autentici… e si riesce, prima o poi, a capirne il senso, la consistenza, la sostanza, il fine. E allora la sofferenza, l’indignazione, la delusione, la gioia, la pace dell’anima, la riconoscenza.
Parole giuste al momento giusto ti rialzano se cadi, ti schiudono le labbra serrate dal dolore in un sorriso, ti danno speranza se sei disperato, vigore se sei stanco, voglia di lottare e vincere se ti senti sconfitto, ti offrono una spalla su cui piangere, ti strattonano, anche con violenza, se subisci passivamente i colpi della malasorte.
Fortunato chi può ascoltarle, queste parole, e scoprirne il naturale effetto boomerang.
05/10/2005

Pensieri rarefatti,
questa notte,
mute parole.
Tante, vuote,
mendaci,
urlate nel giorno.
Solo
un silenzio greve,
sul quale fluttuare
leggera, aspettando
domani…