Il rifugio di Ilia.

28/04/2006

 

La cornetta è muta, lì, sull’apparecchio, nè ha occhi per vedere, orecchie per sentire,   E io la guardo quasi a dargliela una voce, che, suono dolce, mi riempia il cuore gonfio d’amarezza, a darle occhi che, teneri, mi  rimandino uno sguardo d’amore colmo, a darle orecchie che, attente, ascoltino le mie parole, troppo a lungo inespresse.

Un filo magico per rammendare le lacerazioni dell’anima, che, sanata, mi dia una   ragione per vivere questa vita, un soffio in quest’aria, ferma, una goccia in questo deserto, arido… 

Un silenzio freddo è sceso nelle stanze buie, e mi raggela il corpo e mi ghiaccia l’anima, e non c’è fuoco che basti a infondermi calore.  

Questa sera sono troppo triste per non desiderare altro che ripiegarmi su di me, troppo stanca per non pensare che in termini di impotenza, di sconfitta. E mi avvoltolo vorticosamente in un circolo chiuso, con una rapidità distruttiva che mi riduce in brandelli…

E tuttavia, pur lembi sdruciti e logori, dotati di energia propria, come in un puzzle, si ricomporranno in una immagine definita, ad aspettar domani.

 

postato da ilianetto2 01:13 | commenti (10)